Critica del Prof. Salvatore Perticaro ad Alfonso Ferrari
"Negli sconfinati itinerari dell'Universo, dove la mente umana può configurarsi laopardianamente "immensi spazi e sovrumani silenzi", si muovono silenti ed eterni gli astri fantastici di Alfer.
Regioni di silenzi e di pindarici voli, quelle ideate con straordinaria creatività dal pittore e poeta veronese, immateriali e sfuggenti alla gravità del pianeta che abitiamo, e proprio per questo consegnate ad un'eternità che sfugge al nostro tempo umano. Luoghi ideali di idee, di speranze, di intuizioni che solo un poetasa esplicitare, questi ricreati da Alfer non hanno solo un ruolo simbolico, ma risultano affascinanti per le concrete bellezze che vi si possono contemplare.
Vi affiorano stelle lucenti, pianeti illuminati da colori vivaci - azzurri, gialli, verdi, ocra - circondati da anelli o da brevi chiarori d'atmosfere che fanno presagire forme di vita.
Raramente vi compare l'uomo, ma si intuisce che il tutto tende a lui e da lui viene sottoposto a conoscenza: e ALfer sembra proporci una sorta di viaggio nell'ignoto che risponde all'esigenza, innata di tutti noi, di scoprire i misteri che circondano.
Se poi l'uomo vi compare, eccolo librarsi leggeroin volo interplanetario, ascendere dalla luce atmosferica al blu intenso e al buio infinito, farsi esso stesso astro vagante per partecipare da protagonista alla vita dell'Universo.
Una pittura di impegno, dunque, quella di Alfer, che ci documenta un percorso dell'anima alla ricerca della verità, attraverso un'arte densa di significati e realizzata con indubbia validità tecnica"
Prof. Salvatore Perticaro
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